Eleonora ha un sarcoma raro e aggressivo diagnosticatole in pesante ritardo, che oggi corre più forte di ogni pensabile sforzo clinico e umano. Così raro che nemmeno i migliori istituti oncologici italiani ne hanno visto uno simile, così aggressivo da crescere di settimana in settimana.
Vorremmo correre più forte di lui. La strada che abbiamo è il MD ANDERSON CANCER CENTER di Houston, Texas, tra i migliori al mondo per la cura dei tumori rari, indicatole dagli stessi oncologi che la seguono, senza successo, in Italia. Le sole spese preliminari superano già i 35.000 euro, cui andranno aggiunti quelli per le terapie.
Non siamo brave in matematica, ma sappiamo che un piccolo sforzo moltiplicato per tanti ha sempre come risultato il bene. Perché 38 anni sono vergognosamente pochi per immaginare che la vita possa finire, se hai due figli di 4 anni e di 7 mesi, un marito, una famiglia e degli amici che ti amano come noi amiamo Eleonora.
Il caso di Eleonora: un sarcoma scambiato per un fibroma, operato senza una diagnosi certa
Eleonora entra in ospedale a ottobre dell’anno scorso per dare alla luce il suo secondo figlio. Ma qualcosa non va, le sale la febbre, resta alta per settimane. Le trovano, vicino all’utero, una massa voluminosa. Si pensa sia un fibroma, cioè una formazione benigna, e nonostante gli esami mostrino valori compatibili con un tumore, si decide di operarla senza ulteriori accertamenti: si scopre così un ovaio 10 volte più grande del normale.
Viene fatto analizzare, com’è prassi, ma l’esito tarda ad arrivare. Uno, due, tre mesi. “Tranquilla, Eleonora, se fosse qualcosa di brutto lo avresti saputo prima” le dicono. Quando viene convocata per il ritiro, a marzo, la frase che sente è tutt’altra: “hai un sarcoma raro e in fase avanzata”. La complessità della malattia è tale che persino il miglior anatomopatologo italiano nel suo referto lo definisce difficile da interpretare, e agli oncologi, di Milano e Meldola, non resta che sottoporre Eleonora a una chemioterapia standard dall’esito incerto. E infatti, la cura non ha effetto: venti giorni dopo la prima seduta, il sarcoma è già progredito. Nuovi esami fanno sorgere il dubbio che proprio quell’intervento chirurgico potrebbe aver contribuito a diffondere il tumore di Eleonora (disseminare, in gergo medico) in altre parti del corpo.
Ma non abbiamo parlato di Eleonora
E’ una sensazione orribile quella che si prova a dover descrivere un’amica attraverso la sua malattia. Preferiremmo parlare di quanto Eleonora sia straordinariamente dolce e intelligente. E bella, anche, con quei capelli neri e quel taglio alla Biancaneve, quella voce tenera ma salda, che ai tempi dell’Erasmus ci metteva tutte in riga. Di quanto il suo spagnolo e il suo inglese diano un giro di pista ai madrelingua: Eleonora è un’insegnante, e quest’anno avrebbe dovuto sostenere i concorsi per entrare di ruolo nella scuola pubblica. Vorremmo dirvi di quanto lei e quel ricciolone di Maurizio siano una coppia di quelle che si formano una volta ogni dieci anni, e dei loro figli, uno di 4 anni e uno di appena 7 mesi, venuti ancora più belli dei loro genitori. Vorremmo dirvi tante cose, ma qui siamo. Nel nostro piccolo, che in certi giorni sembra proprio niente.
Isabella e Sara

